
Ogni anno succede la stessa cosa. Arriva quel momento in cui la gente sente il bisogno di “dare un po’ di colore”, come se la pelle fosse un muro da rinfrescare prima dell’estate. E allora partono i consigli, i tutorial improvvisati, i “ho letto/visto su internet che…”.
Nel frattempo, la pelle… aspetta. E poi, quando arriva il momento della verità — la prima esposizione — decide lei come reagire. Perché la pelle non mente mai. E soprattutto non segue i trend e i tutorial.
E a proposito di trend… C’è stato un periodo nei mass‑media in cui il solarium era diventato il cattivo delle favole. Un’epoca in cui sembrava che bastasse pronunciare la parola “lampada” per evocare sventure, rughe, catastrofi e profezie da prima serata.
E mi ricordo di lui.
Lo ricordo ancora (anche se non ricordo il nome), anche perché sono passati parecchi anni. Era il periodo in cui qualcuno aveva deciso che il solarium fosse il nuovo nemico della salute pubblica e, in mezzo a quel coro di allarmismi, c’era lui: il moralista televisivo. Un presentatore di un programma pomeridiano, con la faccia acqua e sapone.
Sguardo grave, tono da “vi devo dire una cosa importantissima”, e quell’aria da salvatore dell’umanità che ti faceva quasi venire voglia di offrirgli una camomilla.
“Il solarium fa male!” “Il solarium invecchia la pelle!” “Il solarium è pericoloso, può provocare malattie della pelle!” “Io non lo farò mai!”, come se stessero giurando fedeltà a un ordine segreto anti‑lampade.
Ogni frase era una sentenza. Ogni parola, un colpo di martello sul banco del giudice.
E mentre lui lanciava anatemi in diretta nazionale, la gente si bruciava in spiaggia alle due del pomeriggio perché “tanto il sole è naturale”. Non era il solarium, ovviamente.
Pochi si sono presi la briga di dire una cosa semplice, quasi banale: i raggi UV sono raggi UV. Che vengano dal sole o da una lampada, il principio è lo stesso.
Ma si sa: fa più scena demonizzare una macchina che guardare in faccia la realtà.
Smontiamo i miti – L’avvocato della pelle prende la parola
E allora, con la calma di chi lavora ogni giorno con la pelle delle persone, cercherò di ribaltare le accuse una per una. Mettiamo ordine.
“Il solarium fa male.”
Fa male se usato male, e questo i miei clienti lo sanno bene. Perché il sole non fa male?
“Invecchia la pelle.”
Sì, se esageri. Ma indovina? Il sole fa esattamente la stessa cosa.
“È pericoloso.”
Il solarium è controllabile: stessa intensità, tempi calibrati, fototipo considerato. Il sole, invece, è un po’ come un parente imprevedibile: oggi ti accarezza, domani ti ustiona. Capite la differenza tra prendere il sole in Pianura Padana e farlo sul Lago di Garda?
“È artificiale, quindi è peggio.”
Artificiale = controllato. Naturale = imprevedibile. E non sempre “naturale” significa “sicuro”.
Avete notato che nelle previsioni estive compare sempre più spesso l’“Indice UV”? Ecco, quello è il mio “fattore di imprevedibilità”. E ricordiamoci: naturale non significa sicuro. La cicuta è naturale, per dire.
- La moderazione è la chiave.
- La qualità delle lampade fa la differenza.
- La professionalità di chi ti segue è fondamentale.
- Il solarium (la sua potenza) è prevedibile.
- Il sole no.
Fine della storia. O meglio: fine della favola. Perché ora inizia la parte vera.
Ora che abbiamo riso del moralista televisivo, possiamo parlare seriamente della tua pelle.
Perché è l’unica che hai. E sei tu a decidere come trattarla.
Una skincare fatta bene e con costanza:
- ti protegge dai raggi UV, artificiali e naturali
- previene l’invecchiamento precoce
- evita scottature e macchie
- rende l’abbronzatura più bella e uniforme
- ti risparmia la corsa alle punturine magiche
E soprattutto ti permette di vivere il solarium (e il sole) con serenità.
I 5 errori più comuni nella skincare (che sento spesso in cabina)
1. Non idratare abbastanza
La pelle secca non si abbronza: si screpola. E poi ci si lamenta del “colore che non prende”.
2. Scrub troppo aggressivi o troppo rari
Troppo forte = irritazione. Troppo raro = pelle spenta. La pelle ama l’equilibrio, non gli estremi.
3. Prodotti sbagliati per la propria pelle
Non siamo tutti uguali. Scegli con giudizio il prodotto da usare.
4. Pensare che “tanto il sole è naturale”
Naturale non significa innocuo. A volte bastano 20 minuti senza la protezione adeguata per fare danni.
5. Usare creme ricche prima del solarium
Rischi macchie, irritazioni e risultati irregolari. E poi la colpa ricade sul solarium, poverino.
Come preparare la pelle al solarium per un’abbronzatura più bella e sicura
La preparazione è tutto.
- Scrub leggero qualche giorno prima di cominciare
- Idratazione costante
- Evitare profumi e prodotti irritanti
- Tempi calibrati in base al fototipo
- Frequenza ragionata
- Ascoltare chi ti segue
Risultato? Un colorito sano, uniforme, duraturo. E soprattutto sicuro.
Cosa NON fare prima e dopo il solarium
- Non usare oli o creme ricche prima
- Non fare due sedute troppo ravvicinate
- Non esporsi al sole subito dopo
- Non improvvisare
Conclusione – La tua pelle, la tua scelta
Il solarium non è un nemico. È uno strumento. E come tutti gli strumenti, funziona bene se usato bene.
E ora che abbiamo smontato miti, resta una sola verità:
La tua pelle è l’unica che hai, e sei tu a decidere come trattarla.
